Concepito come una strategia di rigenerazione territoriale Jericho mira a coinvolgere le comunità sensibilizzandole grazie alla condivisione di una nuova visione della città più armonica ed emozionale, basata sull’analisi e la mappatura generativa ed esperienziale dei suoi dati ecosistemici e sull’effetto che questi hanno sui cittadini. Nelle città, rigenerate da una partecipazione intelligente e resiliente, gli spazi interstiziali opportunamente identificati vengono recuperati e valorizzati mediante inedite soluzioni bio-fisiche e socio-economiche idonee a costruire nuovi modelli di cittadinanza basati su inclusione e cooperazione, sostenibilità e reciprocità. Nelle aree recuperate vengono posizionati i dispositivi ecosistemici di comunità: architetture della condivisione che incoraggiano l’aggregazione fra i cittadini incrementando la biodiversità urbana e fornendo in modo sostenibile cibo e servizi all’ambiente urbano.

Una mappatura satellitare a cura di Smart Cloud Farming rileva la quantità di CO2 nel terreno consentendo di identificare e sanare aree limitrofe alle città dove i cittadini possono organizzarsi in piccole comunità o iper-famiglie autosufficienti, legate ai loro interessi e capacità tecniche seguendo il modello degli ecovillaggi. La vita in campagna, scorrendo ad un ritmo lento, ha indirettamente un ruolo didattico insegnando agli abitanti a ristabilire un contatto con la natura.

E Favara, una piccola cittadina nel cuore della Sicilia, è la prima occasione per impiegare Jericho promuovendo uno stretto patto di reciprocità tra urbano e umano, attraverso una profonda relazione tra architettura e agricoltura secondo una visione strategica che segue l’idea di un’ecologia integrale.

Jericho è soprattutto un’architettura terraformante: un dispositivo meccanico-biologico mobile che ha lo scopo di fertilizzare e rinaturalizzare terreni privi delle originarie capacità produttive.

Attraverso un processo ecologico integrato, Jericho trasforma in produttivo – e quindi abitabile – un territorio reso improduttivo – e quindi ostile – dall’azione umana o climatica, ripristinando i cicli naturali legati a ecosistemi e biodiversità. Al suo interno Arduino gestisce il sistema di guida autonomo ed elettrico equipaggiato con motori brushless e batterie al litio; il flusso del fertilizzante, ricavato da nutrienti vegetali tratti da comunità di microorganismi e spore di micorrize locali e che avvia il processo di rigenerazione del suolo, iniettandolo nel terreno sulla base di un’analisi spettrometrica satellitare; i valori metereologici rilevati dai sensori esterni posizionati sulle aste verticali che si muovono armonicamente grazie ad un meccanismo che converte il movimento rotatorio in lineare, trasformando Jericho in un’architettura viva; un drone che opererà negli spazi più complessi da fertilizzare.