In molti Paesi è diffusa la preoccupazione per la crescente trasformazione di spazi liberi in aree urbanizzate, ed è urgente la necessità di arginare questo fenomeno.


L’architettura e gli architetti giocano un ruolo fondamentale nel promuovere limiti quantitativi al consumo di suolo e porre la sua tematica al centro dell’azione politica decodificando la complessità contemporanea per una realtà e società in continua ricerca di benessere e felicità.


Occorre ridurre progressivamente il consumo, ettaro dopo ettaro, per arrivare a zero nel 2050. Il tutto attraverso criteri stringenti per l’uso prioritario di aree dismesse, sottoutilizzate e degradate, per la non urbanizzazione delle aree agricole, per la perequazione e i permessi di costruire.


Favorire le green belt (aree verdi intorno alla città) da dedicare solo a zone agricole e spazi naturali. Questi sistemi devono essere realizzati per limitare o vietare qualsiasi tipo di urbanizzazione, e trovare un’ampia condivisione a livello locale da parte della popolazione che deve essere coinvolta nei processi decisionali, diventando maggiormente consapevole delle scelte e dei rischi a cui vanno incontro.


Secondo l’Ispra, avendo ciascuno di noi in “carico” oltre 380 metri quadri di superfici occupate da cemento, asfalto o altri materiali artificiali – in attesa di una legge nazionale contro il consumo di suolo e in favore della rigenerazione urbana – è necessario che ogni Comune possa adottare piani o programmi che prevedano di costruire sul costruito, riqualificare l’ingente e spesso obsoleto patrimonio edilizio esistente e, contestualmente, de-impermeabilizzare le superfici non più utili per riconsegnarle alla natura e alla vegetazione poichè funzionali al micro-clima urbano.


Il WWF stesso, nell’ambito dell’iniziativa RiutilizziAMO l’Italia, afferma che, in attesa di un legge in merito, si potrebbe agire da subito tramite il rimboscamento e la progettazione di aree verdi (col duplice scopo di controllare i dissesti idrogeologici e controbilanciare la presenza del cemento), il contenimento dell’urbanizzazione, come obiettivo imprescindibile dei Piani Paesaggistici Regionali, e tramite la riqualificazione delle aree industriali e periurbane.
Evitare nuovo consumo di suolo, mantenere le funzioni del suolo, de-impermeabilizzare e rinaturalizzare.

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